Nuova missione ONU in Birmania. Aung San Suu Kyi ricevuta dal Regime.
Come previsto da recenti accordi bilaterali, il giurista ed esperto
di diritti umani Paulo Sergio Pinheiro è atterrato questa mattina all’aeroporto di Rangoon
per effettuare una serie di ispezioni e verifiche per conto dell’ ONU su
territorio birmano.
A distanza di 4 anni dal suo ultimo viaggio in terra
asiatica, Pinheiro avrà il compito di appurare le reali condizioni di vita
della popolazione, visitare carceri e altri luoghi di detenzione, redigere
rapporti e tentare di dialogare col regime al potere che in seguito alla violenta repressione dello scorso settembre
è finito nel mirino delle associazioni per i diritti umani e dell’opinione
pubblica mondiale.
Le tappe della missione -che durerà 5 giorni- non
sono ancora state rese pubbliche per motivi di sicurezza ma anche per le
evidenti difficoltà fin’ora riscontrate a ricevere le necessarie autorizzazioni
dal Governo locale.
E’ comunque nota l’ intenzione di Pinheiro di far
visita ai monaci buddisti, simbolo delle proteste pacifiche e vittime sistematiche delle violenze della
giunta di Than Shwe.
L’
incontro, avvenuto in uno dei palazzi governativi e da molti osservatori definito storico, si è potuto svolgere solo
grazie all’opera diplomatica dell’altro inviato ONU, Ibrahim Gambari, anch’egli
appena ripartito dalla Birmania dopo un
tentativo di mediazione.
Meglio andarci coi piedi di piombo e non fidarsi
troppo di annunci e promesse fatte da codesti personaggi, che il più delle
volte hanno finito col rivelarsi soltanto opportunistica propaganda.
Ai comunicati ufficiali che parlano di ‘violenze cessate e situazione tornata
serena’ si contrappongono infatti dati e ricerche di tutt’altro tenore: Amnesty International pochissimi giorni fa ha rilasciato un documento
in cui si elencano prevaricazioni,torture e soprusi di ogni genere inferti a
prigionieri politici e dissidenti non allineati al Regime.








